Pineta Grande Hospital

Cardiochirurgia

Responsabile: dott. Paolo Pepino



L’Unità Operativa di Cardiochirurgia della Pineta Grande, dotata di 12 posti letto, si occupa del trattamento delle malattie cardiache del paziente adulto.

Vengono trattate le seguenti patologie:
Cardiopatia ischemica
Malattie valvolari cardiache (stenosi e insufficienza)
Patologie dell’aorta
Malattie dei grossi vasi
Patologie cardiache associate
Cardiopatia ischemica associata a patologia vascolare

TECNICHE OPERATORIE UTILIZZATE
Rivascolarizzazione miocardica in CEC
Rivascolarizzazione miocardica a cuore battente
Rivascolarizzazione miocardica a cuore battente in mini CEC
Rivascolarizzazione miocardica a cuore battente in assistenza ventricolare sinistra senza CEC
Sostituzione valvolare mitro-aortiche con protesi meccaniche e/o biologiche a cuore fermo in CEC
Sostituzione valvolare mitro-aortiche con protesi meccaniche e/o biologiche a cuore battente
Sostituzione aorta ascendente con protesi tubolari
I tipi di intervento più comunemente effettuati riguardano la rivascolarizzazione miocardica, la sostituzione o la riparazione delle valvole cardiache e il trattamento chirurgico della aorta toracica ascendente.
Per quanto riguarda la rivascolarizzazione miocardica, gli interventi vengono effettuati utilizzando prevalentemente condotti arteriosi. Oltre alla tecnica tradizionale vi sono oggi quelle che vengono definite genericamente tecniche mini-invasive.
Con la chirurgia mini-invasiva, in continuo sviluppo, la rivascolarizzazione viene realizzata o attraverso piccole incisioni del torace (MTS) o senza l’utilizzo della circolazione extracorporea, con l’impiego di moderni stabilizzatori.
La chirurgia valvolare tende oggi alla conservazione della valvola malata. Le riparazioni valvolari, quando riguardano la valvola mitrale, costituiscono il 70-80% della casistica, differentemente dalla valvola aortica, dove l’utilizzo delle tecniche conservative è di più recente adozione. Anche questo tipo di interventi vengono effettuati, quando possibile, con le tecniche mini-invasive, che in questo caso significa la riduzione drastica dell’accesso chirurgico, incisioni cutanee dell’ordine di 10 cm. Ciò comporta numerosi vantaggi, quali la marcata riduzione dello stress chirurgico e la più veloce ripresa del paziente. Per quanto riguarda le protesi valvolari utilizzate, quando non è possibile riparare e conservare la valvola, la tendenza attuale è quella dell’impiego di protesi biologiche.e chiusi.

 

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